Recensione "Un Romeo in blue Jeans"
Margherita ha una vita perfetta, una famiglia unita, e il ragazzo che tutte vorrebbero, apparentemente è l'uomo perfetto e stanno insieme da 10 anni. Roberto l'ha sempre aiutata e appoggiata, quindi, quando lui le chiede di seguirlo a Milano, lei non può far altro che seguirlo, anche se non è molto felice di lasciare la sua famiglia e la sua migliore amica Giulia.
Roberto è sì l'uomo apparentemente perfetto, ma francamente non ho visto niente di speciale nel suo atteggiamento.
Troppo assente, troppo frettoloso, con quell'aria da saputello che mi ha dato molto fastidio. Lui ha arredato la casa, lui decideva quando e come fare sesso, lui decideva cosa mangiare, lui decideva se doveva andare in palestra, permettendosi di dirle che doveva allenarsi, per non diventare una balena, stiamo scherzando?
E già da qui, si capisce che non è poi tanto perfetto, anzi, sminuisce il suo lavoro e non c'è niente di peggio che non essere apprezzate dall'uomo che si ama.
Non potrebbero essere più diversi, a lui piace l'ordine e la perfezione. Margherita è l'opposto, è sbadata, confusionaria, non ama cucinare o guidare.
Ho odiato Roberto già dal secondo capitolo, al nono l'avrei castrato.
Se all'inizio il mio cruccio era, ma peccato, un ragazzo del genere così dolce, gentile, amorevole, non merita un tradimento o addirittura essere lasciato, andando avanti con la lettura e vedendo il suo atteggiamento non ho avuto più sensi di colpa a tifare per Leo.
Margherita ha rinunciato a tutto per lui, per seguirlo ha rinunciato agli amici, alla famiglia, alla sua città e lui invece che ringraziarla, sa solo deriderla, farla sentire una nullità, inadatta, sminuendo il suo lavoro e la sua persona, l'ha portata al punto di dubitare di sé stessa. No, assolutamente bocciato a pieni voti.
Questo non è amore. Voler cambiare la persona che ci è accanto o voler cambiare noi stesse per la persona che amiamo è sbagliato. Si deve cambiare per sé stessi e non per gli altri, altrimenti sarebbe una forzatura e non ci sarà mai un epilogo positivo. La storia tra Margherita e Roberto sembra più un'abitudine, che vero amore.
«Per come la vedo io, l'amore è il più bel mistero dell'universo. È un pò come la ricetta della Coca-Cola, non sai gli ingredienti, ma sai che ti rende felice.»
«Baciami», lo imploro e subito mi ritrovo intrappolata dalle sue labbra. Ne traccia il contorno con la lingua, lascia dei piccoli morsi sugli angoli e poi mi invade e io mi ritrovo piena del suo sapore.
«Lo so che tu e io ci incontreremo, prima o poi. E allora, non ti Ilascerò più andare.»
In una parola, esilarante, dialoghi molto belli e divertenti.
Vai avanti come un treno, perché senti che qualcosa non quadra nella storia e tu non vedi l'ora di scoprire cosa si cela dietro a certi comportamenti ambigui. Una scrittura brillante, l'ho letto con un senso di pesantezza al cuore perché sentivo che dietro alle scaramucce, battibecchi e recite scolastiche c'era qualcosa di più profondo, e quando sono arrivata a quel punto della lettura mi è caduto il mondo addosso.
Sono stata male per Margherita, ho sentito la sua delusione e la sua amarezza, ma l'ho anche odiata perché, anziché dare un calcio nelle palle all'uomo perfetto si è data la colpa di tutto, e soprattutto si è un po' commiserata e, anziché rimboccarsi le maniche, prendere di petto i problemi e andare avanti da sola, si è appoggiata ad altre persone.
Capisco la sua fragilità e la paura di soffrire di nuovo, ma il dialogo è importante e c'è voluto l'intervento dei suoi alunni per capirlo. A volte il giudizio dei bambini può essere migliore di quello di un adulto, forse grazie alla loro ingenuità. Ho adorato i genitori di Margherita quando complottavano, avrei voluto dargli una mano a sotterrare il cadavere. Complimenti all'autrice, un libro scritto veramente bene.
«Tutti sbagliamo», interviene Leo. «Siamo esseri umani. Il punto è proprio questo: nessuno di noi è perfetto e dobbiamo accettare che nemmeno le persone a cui vogliamo bene lo siano. Ma soprattutto dobbiamo dare agli altri la possibilità di spiegarsi.»
«Di quanto amore hai bisogno?», mi chiede raccogliendo le gocce salate del mio viso. Se le porta alle labbra: «sappi che ho intenzione di darti tutto.»
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