Recensione "Eternal night"


ETERNAL NIGHT di Debora C. Tepes

Dark romance


Nadir è un uomo che, a causa degli avvenimenti, non conosce alcuna forma di sentimento se non l'odio.
È un uomo malato, ma che per questo non va giustificato.
I suoi gesti sono imperdonabili e mi chiedo tuttora come Layla abbia potuto riuscirci, perfino prima che lui si rendesse conto, a suo modo, di ciò che le avesse fatto.

Lui si è trasformato nella persona che ha sempre odiato, arrivando a pensare le stesse cose.
Entrambi hanno in comune la perdita della madre per mano di chi invece avrebbe dovuto proteggerla, il tradimento da parte di chi possiede il tuo stesso sangue, entrambi incrinati ed entrambi malati... anche lei.

"È inutile, gracile ahmar, è la punizione che merito" mormora afflitto.

Il finale alternativo, per permettere la sopravvivenza di Layla, sarebbe potuto essere la sua redenzione, ma non doveva andare così.
Lui le promette di non farle più del male, ma a quale e quanto male l'ha dovuta sottoporre per capirlo?

Non è una storia adatta a tutti, certe scene fanno male... male davvero.
Ripeto non lo giustifico, ma non siamo forse il risultato di quello che abbiamo vissuto?
Se a Nadir e Layla fosse stata concessa la possibilità di una vita migliore lo sarebbero anche loro.

"Ya'aburnee. Quando ho scoperto il significato di quella parola, ho capito che mi amavi..." mormoro sulle sue labbra.

4 cuoricini
❤️❤️❤️❤️

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Recensione a cura di Chiara Palombi

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