Recensione "Breathtaking: Dive Together"
Breathtaking: Dive Together
Autrice: Ren D. Rice
Genere: Contemporary Romance
Non so esattamente quando sia successo.
Non so in quale momento Lucien e Liz abbiano smesso di essere semplicemente due personaggi e siano diventati qualcosa di più.
So soltanto che, a un certo punto, non stavo più leggendo la loro storia.
La stavo vivendo.
E forse è proprio questa la cosa che più amo nei libri di Ren D. Rice: non si limita a raccontarti quello che accade. Riesce a farti sentire quello che accade.
Lucien ed Elizabeth partono da un gioco.
Un incontro casuale. Una provocazione. Una sfida. Quel tipo di flirt che nasce quasi per scherzo e che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe finire altrettanto facilmente.
Solo che con loro non va così.
Perché Lucien è abituato a ottenere ciò che vuole. È il figlio di un conte, affascinante, ironico, sicuro di sé e apparentemente perfettamente a suo agio nel mondo che gli è stato consegnato.
Elizabeth, invece, ha ben altro per la testa. Vuole diventare scrittrice, sa cosa vuole e non ha nessuna intenzione di farsi impressionare da un uomo abituato a conquistare con un sorriso.
E forse è proprio questo che lo destabilizza.
Perché Liz non si ferma alla superficie.
Lei vede.
Vede quello che Lucien nasconde dietro il fascino, le battute e quell'aria da uomo che sembra non avere bisogno di niente e di nessuno.
E Lucien, dal canto suo, vede in lei qualcosa che non riesce a ignorare: una libertà autentica, quella stessa libertà che lui non ha mai saputo concedere a se stesso.
Ed è qui che il gioco cambia.
Perché puoi decidere di flirtare. Puoi decidere di lasciarti trascinare dalla passione. Puoi persino convincerti che quello che senti non sia importante.
Ma quando qualcuno comincia a conoscerti davvero?
Quando riesce a vedere le parti di te che tieni nascoste persino a te stesso?
A quel punto non stai più giocando.
Ed è stato bellissimo vedere questo cambiamento.
Lentamente. Imperfettamente. A volte dolorosamente.
Ho adorato Liz perché non perde mai se stessa per amore. E ho adorato Lucien perché dietro il personaggio che mostra agli altri c'è un uomo molto più fragile e complesso di quanto sembri.
Ma soprattutto ho adorato il modo in cui Ren D. Rice li ha raccontati.
Non li ha resi perfetti.
Li ha resi umani.
E io, con loro, ho fatto praticamente di tutto.
Ho riso. Ho sorriso come un'idiota. Mi sono arrabbiata. Ho sofferto. Ho avuto voglia di entrare nel libro e prendere qualcuno per le spalle. Ho fatto il tifo. Ho trattenuto il fiato. Mi sono emozionata.
E in alcuni momenti ho semplicemente pensato:
"No. Ti prego. Non farlo."
Per poi girare pagina comunque, perché ormai dovevo sapere.
Questo è il tipo di coinvolgimento che cerco quando leggo.
Quello che ti fa perdere la cognizione del tempo. Quello che ti fa dimenticare di essere seduta sul divano e ti convince, per qualche ora, di essere da qualche altra parte. Quello che trasforma le parole in immagini e le immagini in emozioni.
Lo stile di Ren D. Rice ha proprio questo potere.
È fluido, brillante, ironico, ma sa diventare intenso quando serve. Riesce a mescolare romanticismo, humor, dramma e mistero senza che nulla sembri fuori posto.
E poi c'è una cosa che ho apprezzato tantissimo: i personaggi hanno davvero una voce propria.
Io non sono una grande fan del doppio/multi POV proprio perché troppo spesso cambio capitolo e continuo a leggere la stessa voce con un nome diverso.
Qui, invece, no.
Qui il cambio è naturale.
Riconosci chi sta parlando senza dover controllare ogni volta il nome in cima alla pagina.
E questa, per me, è una piccola grande vittoria narrativa.
Ho amato anche le citazioni disseminate lungo il romanzo, quei dettagli che sembrano piccoli ma che, messi insieme, contribuiscono a rendere la storia più ricca.
E poi…
quel finale.
No.
Non posso parlarne.
E non voglio farlo.
Perché c'è un momento in cui un autore può semplicemente chiudere una storia e un momento in cui riesce a chiudere perfettamente un cerchio.
Qui, per me, è successo il secondo.
Una scelta narrativa che non avevo previsto, originale e intelligente, che ha dato un significato ancora più profondo a ciò che avevo letto fino a quel momento.
E quando sono arrivata alla fine, mi sono resa conto che non avevo soltanto letto una storia d'amore.
Avevo conosciuto delle persone.
Persone imperfette. Complicate. Contraddittorie. Capaci di ferire e di farsi ferire. Capaci di amare e, soprattutto, terrorizzate dall'idea di farlo davvero.
Ed è forse questa la cosa più bella di tutto il romanzo.
Che sotto la storia d'amore ci sono loro.
Ci sono le loro paure. I loro desideri. Le loro cicatrici. Le cose che non riescono a dire. Quelle che dicono troppo tardi. E tutte quelle volte in cui vorremmo essere coraggiosi, ma abbiamo semplicemente paura.
Perché innamorarsi è facile.
La parte difficile è decidere cosa fare quando qualcuno riesce a vederti davvero.
E forse è proprio questo che mi ha lasciato questa storia: la sensazione che, a volte, la persona giusta non sia quella che arriva per salvarti.
È quella che arriva e ti vede.
Davvero.
E resta.
Per me, questo libro è stato un viaggio emotivo a 360°.
Uno di quelli che finiscono con l'ultima pagina, ma non necessariamente con l'ultima emozione.
E quando succede, quando chiudi il libro ma dentro di te la storia continua ancora un po'…
allora sai di aver letto qualcosa che valeva davvero la pena vivere. ❤️
Ringrazio l'autrice per la fiducia e l'invio della bellissima copia cartacea
❤️❤️❤️❤️❤️
5 cuoricini
Recensione a cura di Giusy Luca


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