Recensione "Hate that I love you"

HATE THAT I LOVE YOU di Debora C. Tepes

Sport romance


Brandon, il bellissimo quarterback degli Spartans dagli occhi a mandorla e Max, la piccoletta velocista dagli occhi da cerbiatta, sono all'ultimo anno di liceo e hanno passato gli ultimi tre anni ad odiarsi.

Nessuno è a conoscenza delle reali motivazioni che si nascondono dietro il loro astio, nemmeno i rispettivi migliori amici.

Entrambi custodiscono questo segreto, che ha travolto le loro vite senza una giustificazione apparente, se non l'arroganza e l'egoismo di Brandon. 
Ma dietro il suo atteggiamento, dietro la sua aria da bullo, si nasconde la sofferenza che si porta dentro da ormai troppo tempo.
"Cosa vuoi?". Si passa una mano tra i capelli corvini, abbozzando un sorriso diabolico. "Annientarti".
Lui sembra ormai felicemente impegnato con Sofia, la cugina di Max, nonostante lei cerchi di metterla in guardia su chi sia veramente la persona al suo fianco.
Lei, sembra volerlo annientare anche solo con lo sguardo,ma quando i loro occhi si incontrano tutto crolla e non sono più in grado di continuare a fingere.
Se solo Sofia si accorgesse di quanto è crudele il ragazzo di cui si è innamorata. Se solo sapesse il male che mi ha arrecato al primo anno di liceo. Se solo sapesse la verità che ho tenuta nascosta a tutti, perfino alla mia migliore amica.
Ma cosa nascondono entrambi?
Cosa li ha portati fino a questo punto?


Per saperlo è necessario andare indietro nel tempo, quando entrambi erano felici.
Per capirlo è necessario essere a conoscenza di ciò che li circonda, perché la causa di tutto è ancora ben presente e pronta a rovinare ogni cosa per i propri interessi.
Perché l'amore non è paziente, è come un temporale che squarcia il cielo all'improvviso, mentre credevi che sarebbe stata una giornata di sole.
Da una parte, una famiglia presente e amorevole, che si prende cura di Max dopo la perdita dei suoi genitori.
Dall'altra, una famiglia assente, che prende qualsiasi decisione al posto del diretto interessato, senza pensare alla sua felicità e a cosa realmente voglia.
E sì, confesso che anche la madre, a mio parere, non sia completamente innocente, ma abbia spesso preferito chiudere gli occhi.
Entrambi però circondati da amici sinceri e pronti ad essere la spalla su cui appoggiarsi, nei momenti di difficoltà.

Una lettura piacevole, non troppo impegnativa, scorrevole e  a tratti divertente, ho riso come una matta immaginando la scena del telefono o ogni volta che Brett, il migliore amico di Max, apriva bocca.

Un genere completamente diverso dall'ultima pubblicazione dell'autrice, ma non per questo meno meritevole di essere letto.

4 cuoricini
❤️❤️❤️❤️
Recensione a cura di Chiara Palombi

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