Recensione "The Guard and the King"

 The Guard and the King

Autrice Daria Torresan e Brunilda Begaj

Genere Age Gap /Mafia Romance



Aspettavo con trepidazione questa uscita e, non appena mi sono liberata dagli impegni, la prima cosa che ho fatto è stata buttarmi nella lettura.

Premetto che amo le Autrici e ciò che scrivono, soprattutto ho amato " The Aristocrats", quindi ciò che scriverò in questa recensione non lo farò a cuor leggero. Ma devo essere obiettiva e non farmi influenzare da nessuno, e soprattutto devo esprimere il mio pensiero, magari sbagliato e mi scuso se potrà ferire.

Prima di esprimere un mio giudizio ho preferito verificare le altre recensioni, per vedere se fosse solo una mia impressione ma, nonostante le 5 stelle ricevute, devo comunque basarmi su ciò che ho provato io leggendo questo libro, senza togliere nulla a nessuno. Sicuramente la mi delusione è dovuta al fatto che avevo tante aspettative su questo libro.

Il giudizio è molto soggettivo e fingerei se dicessi il contrario. Detto questo, veniamo a noi.




La prima delusione l'ho avuta quando mi sono ritrovata a leggere i primi 17 capitoli, la novella "New Aristocrats" e vabbè fin qui posso passarci sopra, magari un piccolo ripasso male non fa mi sono detta, anche se potevo benissimo farlo per conto mio, ma  comunque dopo il ripasso mi aspettavo che la storia prendesse un'altra piega.

Mi aspettavo più colpi di scena, più passione visto il genere e che la storia continuasse in maniera calzante come nel libro precedente, per rendere la lettura più intrigante, ma tutto ciò ahimè, non è accaduto.

Avrei preferito più approfondimento sull'incidente che ha coinvolta Lajza, la figlia adottiva di Keleste e Roel, mi è sembrato tutto trattato con molta superficialità, come se fosse un handicap di poco conto.

«E va bene. C’era una volta il Principe Nero, un giovane che non credeva nell’amore. Il suo cuore non funzionava come quello delle altre persone. Era rotto e produceva un ticchettio stonato.»

Adesso veniamo  ai protagonisti, Roel e Rezart si sono confermati i miei eroi, sempre pronti a tutto per difendere le donne della loro vita, sempre in prima linea, uniti per la famiglia anche se ad un certo punto hanno fatto uno scivolone, non si sono fatti nessuno scrupolo ad usare un membro della famiglia pur di arrivare al loro scopo.

Manolo e Lajza che dire, se nella novella avevo amato i loro battibecchi, il loro punzecchiarsi, le provocazioni a cui la piccola Doko ha sottoposto la sua guardia del corpo, creando tante aspettative, alla fine non mi hanno convinto, i sentimenti e l'amore che dovevano essere il perno della loro storia, li ho percepiti a senso unico.

«Sei bravo con le parole, peccato che poi tu non metta mai in pratica le tue minacce. Mi chiedo come tu faccia a far scappare tutti quei cattivi che combatti ogni giorno, se poi non sei in grado di tenere a bada me.»

Lajza, a dispetto della sua giovane età è determinata ad ottenere ciò che ha sempre voluto e desiderato, l'amore dell'uomo che le ha fatto sempre battere il cuore.

Manolo ha dedicato la sua vita al servizio, prima della famiglia Norik e poi a quella dei Doko, ricambiandoli con fedeltà e devozione e proprio per questo mi aspettavo più determinazione, un uomo con gli attributi, invece ho visto un uomo debole, senza spina dorsale, che con le sue scelte e la poca fiducia nella famiglia che lo ha accolto e trattato come un figlio, ha solo fatto danni irreparabili e imperdonabili, facendo pagare a qualcuno un prezzo molto alto.

«Mi farai uccidere» bisbigliò roco. Poi aggiunse le sei parole più belle che avessi mai udito: «Ma ne sarà valsa la pena.»

L'unico a cui do un voto pieno è El Rey.
Un uomo cresciuto prima nella violenza e poi nella vendetta, determinato a distruggere i Doko, per anni è stato un fantasma che ha seguito tutte le loro mosse, le loro vite, li ha studiati e ne ha colto i punti deboli fino a colpirli al cuore rapendo le loro figlie maggiori, Bianca figlia di Rezart e Lajza figlia di Roel.

«Mettiti comoda, zonjusha Doko, perché il gioco è appena cominciato. Stai per vedere la tua famiglia cadere a pezzi.»

El Rey è un personaggio oscuro, pieno di rabbia e odio, ho trovato giustificabili le sue azioni dettate dal rancore e dalla vendetta, ma è anche un vero uomo che ammette di aver sbagliato ed è pronto a tutto pur di conquistare Bianca, la donna che gli ha fatto battere di nuovo il cuore facendogli provare emozioni dimenticate da tempo.
Bianca pura, dolce e innocente è stata il tramite anni prima, unendo i Doko e le Norik, due famiglie che si sono odiate per anni, e che grazie a lei sono riuscite a seppellire l'ascia di guerra.

Oggi sarebbe stata il tramite per portare la pace tra la sua famiglia e El Rey?

Avrebbe ceduto ai sentimenti che gli provocava El Rey mettendo da parte i sensi di colpa verso la famiglia?

«E va bene. Vuoi un nome? Chiamami Re. Per te sono il Re.»

Kendra si è confermata il perno della famiglia, una donna perfetta, forte, coraggiosa e saggia, una grande donna, madre e nonna da prendere ad esempio. Che fa da tramite per mettere la pace.




Dunque le vere protagoniste di questo libro sono senz'altro le donne, forti, intraprendenti, sicure di sé, disposte a tutto pur di ottenere ciò che vogliono.

Il finale l'ho reputato troppo affrettato, forse anziché inserire la novella avrei preferito che ci fosse un finale più approfondito, soprattutto avrei preferito una bella notizia.

Nonostante tutti i miei dubbi, il messaggio che è passato leggendo questo libro è positivo, "la vendetta non porta da nessuna parte e tutti meritano il perdono e una seconda possibilità".


Recensione a cura di Giusy Luca

❤️❤️❤️💔

3 cuoricini 1/2












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