Recensione "Mani sugli occhi"

Mani sugli occhi di Pitti Duchamp



Nicolas Barreau in una frase scrive:

"La prima frase di un libro è come un incontro tra due persone che non si conoscono."


Nulla di più vero. 

Se poi non conosci neanche chi lo abbia scritto quel libro,  e ti approcci a un nuovo stile e una nuova storia e sin dalle prime pagine ti cattura, inutile dirlo che l'incontro diventa piacevolmente intenso. 

Una storia che ho divorato per la smania di sapere. 

Una scrittura fluida, coinvolgente, studiata e dettagliata, sfrontata, dolorosa ed emozionante. 

Durante la lettura ho più volte pensato che il tutto fosse reale, quasi autobiografico e in un certo senso non mi sbagliavo. 

Perché se è  pur vero che i personaggi descritti siano di fantasia, l'autrice ha effettivamente provato quella sensazione di smarrimento, di dolore fisico, di abbandono ma anche di rinascita per mano di chi le ha salvato la vista. 

Ma veniamo a noi. 

Scilla è un'ambiziosa giornalista, determinata, con un grande talento, dura, indipendente e un unico obiettivo, ricevere la tanto bramata promozione. 

È circondata da squali pronti a tutto pur di rubarle il posto, e per quanto sia caparbia e testarda non è furba per niente. Questo lato di lei mi ha un po' spiazzato devo essere sincera.

Per lei esiste solo il lavoro, nessuna distrazione, niente può fermala.

Ma gli imprevisti sono dietro l'angolo e un grave problema ai suoi occhi la costringe a fermarsi.

Si ritroverà in ospedale pronta ad affrontare la sua battaglia, ed è lì che incontrerà Aiace.

Non sarà questione di sguardi ma di lievi tocchi che lasciano il segno.

"Un attimo solo, tanto dura la sua osservazione, eppure quelle mani hanno lasciato su di me un tatuaggio indelebile."



Aiace è il primario del reparto di oftalmologia.

Un uomo forte e  determinato.

La sua vita è tutta incentrata sullo studio e il lavoro, anche se sa di essere il migliore non smette mai di darsi nuovi obiettivi.

Ha una compagna al suo fianco ma che a conti fatti sta con lui solo per senso di gratitudine nei confronti di un padre che non c'è più.

Nulla lo ha mai coinvolto, nulla lo ha mai distratto, eppure Scilla riesce a far scattare in lui qualcosa di mai provato prima.

"...Scilla è una sirena che non riesco a contrastare..."

Sarà una lotta tra cosa sia giusto fare oppure no. 

Continua a ripetersi che lei è semplicemente una paziente come un'altra, ma è anche sola e il suo senso del dovere gli impone di non lasciarla ad affrontare quel dolore, ma i legami nascono per caso e alcuni diventano indissolubili.

" E, di nuovo, cerca la mia mano per incrociarla alla sua, a occhi chiusi. Quel gesto è pericoloso, crea un legame, costituisce un ricordo comune, una via di comunicazione diretta che non ha bisogno di parole né di sguardi."

Attrazione e desiderio prevalgono ed è il cuore che mette a tacere la ragione.



"Aiace mi pretende, mi stringe, mi lega a lui e io non so rifiutare il contatto delle nostre essenze"

Una storia destinata a finire.

Aiace non rinuncerà mai ad Agnese.

Scilla si sente la seconda scelta.

Ma sarà davvero cosi?

Due persone adulte abituate ad avere il controllo su tutto, riusciranno a riconoscere l'amore?

Non vi resta che leggerlo.

Una storia bella, ricca  e intensa.

Ho provato una moltitudini di emozioni contrastanti, ho amato e odiato i personaggi di questo libro.

Delle volte ci parlavo anche con i personaggi.

Un susseguirsi di eventi che mi hanno tenuta incollata al Kindle per ore.

Il finale l'ho reputato un po' frettoloso ma sicuramente bello.

Un lavoro di editing ottimo, ed è una panacea per i sensi leggere un libro scritto bene.

Complimenti anche alla Word Edizioni per il lavoro svolto e soprattutto complimenti a te Pitti per ciò che hai creato. 

Aiace e Scilla, la loro storia e il loro mondo è diventato un po' anche il mio mondo e per questo ti ringrazio.


5 cuoricini 

❤️❤️❤️❤️❤️

Recensione a cura di Anna Gigliotti 



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