Nuova Uscita "I gemelli dell’Eliseo"
🖊🖊Titolo: I gemelli dell’Eliseo
Autore: Cristiano Pedrini
Genere: Romance Contemporaneo MM Formato cartaceo 14x21 Formato ebook: epub/mobi e pdf
Pagine: 232 Pubblicato con Youcanprint Cover e illustrazioni di © Sp Graphic Desing e Victor Duval
📕📕Estratto dal Capitolo Primo
Lucien si svegliò con un lungo sbadiglio, stropicciandosi gli occhi,sentendo dei rumori giungere dalla cucina. Si voltò, osservando la partedestra del letto vuota. Immaginò che Octave fosse già in piedi perpreparare la colazione. La conferma giunse dopo pochi attimi, percependo unprofumo di croissant. Vide il volto scarno dell’amico affacciarsi dallasoglia della cucina sorridendogli.
«Buongiorno, bell’addormentato. Se ti rendi presentabile puoi venire agustarti le mie prelibatezze del mattino» esordì con voce pacata prima discomparire di nuovo dietro la parete. «Io sono sempre presentabile» replicò il ragazzo spostando le lenzuola dilato. Posò i piedi sul pavimento, sentendolo ondeggiare, ricordandosi didove si trovasse. Ai suoi occhi quel vecchio bateau era un angolo in cui rifugiarsi ogni volta che desiderava dimenticarsi del mondo e, per sua fortuna, le sue porte erano sempre aperte. Gli bastava oltrepassare la passerella per lasciare sulla riva tutto quello che lo infastidiva, e in quell’ultimo periodo l’elenco era incredibilmente lungo. Guardò il suo riflesso in uno specchio appeso accanto al letto, osservando le vistose occhiaie. Si ammiccò sollevando i folti capelli ricci, tentando disfoggiare il suo famoso sguardo magnetico, accorgendosi che quella mattina non sembrava aver voglia di mostrarsi. Okay Lucien, ringrazia che nessuno può vederti in questo stato, pensò grattandosi le spalle, incamminandosi verso la cucina. Si avvicinò al tavolo senza riuscire a trattenere un altro sbadiglio, controllando che ci fosse tutto. Croissant, confettura di albicocche, succo d’arancia e una baguette appena tagliata. Octave gli dava le spalle, intento ai fornelli. «Dormito bene?» chiese alsuo ospite. «Sempre, quando sono qui.» «Dovrei decidermi di farmi pagare. Con tutte le volte che dormi nel mio letto, a quest’ora sarei milionario.» L’uomo si voltò, portando in tavola la caffettiera, versando la sua solita miscela italiana in due tazze di porcellana di un discutibile color verde. «Beh, se decidi di lasciare questo posto posso ritirarlo io. Non mi dispiacerebbe vivere qui!» Lucien annusò il forte aroma di caffè prima di prendere in mano la tazza. «Abbandonare la mia Dea della Senna? Scordatelo. Dovrai accontentarti di salirci ogni tanto. E lo ripeto, ogni tanto, non quando combini cazzate, vale a dire una volta la settimana.» «Non è colpa mia!» «Davvero? Sai essere dolce quanto stronzo… E poi…» Octave sospirò. «Non è indicato che tu giri solo con quelli addosso, pensa se entrasse qualcuno!» Tirò il lembo dei suoi attillati boxer con una fantasia blu. «Non ti piacciono? Cavolo sono dei Finamore e…» «Con il fisico che hai tutto ti dona, ma non è questo il punto.» Lucien sorseggiò il suo caffè sedendosi al tavolo. «Non preoccuparti. Sai che nessuno oserebbe avvicinarsi.» «Guarda che ben pochi sanno che tu qualche volta vieni qui. Che bussi alla porta di questo vecchio pittore squattrinato che…» Octave si passò le manitra i capelli corvini, prima di spingersi gli occhiali sul naso. «Dovresti rifare la montatura… ormai è vecchia.» «Mi scivolano solo quando mi agito, e tu sei una fonte inesauribile» borbottò l’uomo sedendosi davanti a lui. Lucien si sporse lungo il tavolo baciandogli la fronte. «Se non ricordomale, ero inesauribile anche per… la tua ispirazione» sorrise lascivo. «Già, per questo il nome del tuo dipinto è oggi, come ieri, perfetto…» Lucien si ritrasse, osservando una pila di riviste posata su di unmobiletto, si rialzò, facendole passare velocemente, fino a trovare quelloche cercava. Si voltò appena, tanto da scorgere lo sguardo divertitodell’uomo che osservava il suo fondoschiena. «Perché non ammetti che vuoi farti il sottoscritto, non ci vedo nulla dimale!» «Primo, abbiamo ventidue anni di differenza, secondo, a me piace condurre enon essere condotto e terzo… è più bello resistere alle tentazioni checedervi.» «E quarto, temi di vendere la tua anima al demone dell’Eliseo» proseguì ilgiovane, passandogli sotto gli occhi la copertina di una rivista d’arte chemostrava il dipinto che aveva realizzato l’anno prima, con lui comemodello. «Ma questo non potrà accadere perché me l’hai già offerta.» Ilsorriso caparbio del ragazzo si infranse sul volto impassibile di Octave. «E nonostante tutto, non riesco ancora a pentirmene» ammise l’uomorialzandosi, avvicinandosi alla finestra che dava sulla riva. La solitaRenault nera era ferma a pochi metri dalla passerella del battello. «Nonfare attendere oltre i tuoi angeli custodi. Ti stanno aspettando dastanotte e saranno stanchi di attendere i tuoi comodi.» «Sono pagati per farlo. E per sopportare i miei desideri» replicò Lucienrialzandosi, tornando nella camera da letto, infilandosi svogliatamente ipantaloni. Dalla tasca posteriore cadde una busta, piegata a metà. Si chinò per raccoglierla. Doveva ancora restituirla al suo proprietario, anche senon era certo che fosse felice di rivederlo. «Non mi hai ancora raccontato cosa ti è accaduto ieri.» Lucien si voltò, osservando Octave appoggiato alla parete con le bracciaconserte. Il suo sguardo indagatore lo infastidiva oltremodo. «Nulla diparticolare» rispose. «Erano due settimane che non ti facevi vedere. E normalmente quando ricompari dopo un po’ di tempo è perché c’è qualcosa che ti preoccupa. Sai ho anche creduto che magari avessi deciso di riprendere gli studi.» «Credi alle favole?» «Prima o poi devi pensarci seriamente. Abbandonarli dopo l’ennesima discussione con tuo padre ha danneggiato solo te. Venire qui a cercare unpo’ di pace è solo una soluzione temporanea.» «Un po’ di pace? Quella la cerco ogni volta che riesco a scapparedall’Eliseo» proseguì il giovane infilandosi dei costosi mocassini, prima di indossare una felpa bianca. «Quindi… ti presenti mezzo ubriaco qui e…» Lucien raccolse la giacca dalla sedia, avvicinandosi all’amico, baciandolo sulla fronte. «Ora è meglio che me ne vada» soggiunse oltrepassandolo, notando un biglietto invito sul tavolo con il suo nome scritto a mano. «È per me?» «Inauguro una nuova mostra in una galleria a Parc de Montsouris. Se volessiintervenire, la tua presenza attirerebbe un po’ di pubblico in più.» «Ci penserò.» Si incamminò, uscendo dalla porta, chiudendola alle sue spalle. Lo sguardo del giovane corse subito alla berlina e all’uomo daifolti capelli biondo cenere che era appena sceso, andandogli incontro. «Buongiorno» esordì. «Lo spero.» «Torniamo a palazzo?» chiese l’uomo accompagnando Lucien verso la vettura, aprendo lo sportello posteriore. «Non ancora. Prima…» Estrasse la busta mostrandola. «Devo riportarequesta.» «Dove?» «Al suo proprietario» rise Lucien accomodandosi sul sedile di pelle, osservando lo spazio vuoto accanto a lui. Solo poche ore prima avevavissuto quello strano episodio e ancora il recente ricordo non voleva abbandonarlo. In realtà era lui a voler rivivere quei momenti, cercando inessi qualcosa che continuava a sfuggirgli. A volte pensava di riuscire ad afferrarlo, ma poi chissà come quella convinzione svaniva, lasciandolo ancora a mani vuote. Chiuse gli occhi, riprovando ancora. La sua mente lo riportò al giorno prima e a quello scontro.-----------------------
Eccomi qui, tra i tetti di Parigi, guardando le stelle con Lucien al mio fianco. Finalmente ho capito che la mia vera casa non è un luogo, ma una persona… Flavien Barnier ha sempre vissuto tra le ombre di Parigi, un mosaico di dolore e speranza, di dolci ricordi e amari rimpianti. Orfano dei suoi genitori, ha trovato rifugio nell'amore incondizionato della nonna Carole, una donna straordinaria che gli ha insegnato a sognare. Ma il destino, crudele e implacabile, gli ha strappato anche lei ed anche la sua professione di pasticciere, nel quale ha spesso trovato rifugio tra gli aromi dolci della sua cucina, non è più una certezza a cui aggrapparsi. Quando tutto sembrava perduto incontra Lucien, figlio ribelle del Presidente della Repubblica Francese, costretto in una esistenza che è una continua recita fatta di apparenze e doveri, ma la presenza di Flavien gli insegna a convivere con le proprie vulnerabilità, accettando l’ombra del ricordo di un fratello gemello che non è mai venuto alla luce e che sente agitarsi in lui. Insieme iniziano ad affrontare una nuova quotidianità, tra la solennità dei palazzi dell’Eliseo, il silenzio della piccola isola di Brégançon e la maestosità di Versailles, il loro cammino è una sinfonia di coraggio e rinascita, di come due cuori possano trovare la loro strada in un mondo spesso indifferente. È la storia di un amore che si erge come un rifugio sicuro, un tetto sotto cui trovare riparo quando tutto sembra crollare.
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