HEART UNDER SIEGE - Detenuto 4587 di Lorena Nigro e Teresa D.G.
Quante cose diamo per scontate, azioni che reputiamo insignificanti e banali semplicemente perché le abbiamo, le sentiamo e le viviamo.
Cose semplici come: poter uscire a prendere un caffe, portare il cane a passeggio, andare a lavorare, sentire il profumo dei fiori e perdersi con lo sguardo oltre l’orizzonte in riva al mare.
Ma la cosa a cui nessuno dà mai peso, che diamo per scontata é l'essere chiamato per nome.
Che sia la voce di un amico, di un'amica, di un parente, del barista dove abitualmente si va a prendere il caffè, o persino del vicino di casa.
Quel nome, il tuo nome, pronunciato ad alta voce, vibra nell'aria e in qualche modo ti identifica.
Tu ci sei.
Tu esisti.
Tu vivi.
Ora pensate se improvvisamente tutto sparisse e il vostro nome non ci fosse più...
Non sei più tu, ma sei un codice, una matricola, tu o un altro non ha nessuna differenza, improvvisamente tu diventi nessuno.
Colin Baker non esiste più, ha smesso di esserci a 23 anni per un destino beffardo che lo ha annientato.
Sono trascorsi 12 anni e ne ha altri 38 da scontare, ha perso ogni speranza e vive nel tormento, rassegnato alla sua vita ormai andata.
Lui non esiste più, lui ormai è il Detenuto 4587.
Un tunnel interminabile che ti toglie tutto, ogni tipo di speranza.
Il ticchettio di un orologio che scandisce il tempo in maniera troppo lenta, di giornate lunghe e sempre uguali.
L'unica sua fortuna e avere un compagno di cella affidabile e divertente, Jones.
Loro due insieme, nonostante la situazione, saranno in grado di strapparvi qualche sorriso.
<<Va bene, mi arrendo. E sistemati per cortesia, sembri un cazzo di pipistrello in quel modo, già sei scuro...>>
Ed è proprio in un giorno qualunque, che da quelle mura spesse, nere e indistruttibili filtra una flebile luce.
Una lettera per lui.
Chi sarà?

Tate Hill una giovane insegnante, dolce e caparbia, che poteva avere tutto dalla vita, anzi in realtà all'apparenza ha tutto, è la figlia del sindaco Hill.
Ma è davvero così?
Tutti credono a ciò che vedono, a ciò che mostri loro. Tutti badano all'apparenza, la superficialità, ma nessuno guarda alla sostanza e all'essenza.
E Tate, se c'è una cosa che non sa fare, è quella di fingere.
Fingere che la sua famiglia sia perfetta, fingere che Brandon non ci sia più, fingere che non sia anche colpa sua.
Spinta da ciò che ha segnato la sua vita, forse anche perché già scritto nel destino, decide di intraprendere, tra dubbi, paure e incertezze una corrispondenza un po' particolare.
Che male c'è a scrivere a un detenuto?
Non può mica farti del male?
Ma quella foto trovata per caso su quel sito, quegli occhi bellissimi che non passano di certo inosservati, le danno la forza di tentare.
"Riprendo a respirare. Mi sto mettendo nei guai. Un guaio con un paio di occhi azzurri e tristi da cui non riesco a sfuggire."
Inizia così questa conoscenza.
Nascerà tra di loro qualcosa di puro.
Loro che sono semplicemente veri, riusciranno a gestire la situazione?
Più si respingono e più si appartengono.
Una lotta tra cuore e ragione.
Si può amare una persona senza averla mai sfiorata e senza aver mai incrociato il suo sguardo?
Mi piace credere che sia possibile e la reputo la forma di amore più bello e forse il più vero.
Una cosa è certa, se un libro è scritto bene, con uno stile calzante, ti cattura e ti travolge rendendo tutto possibile.
Immaginate quando lo sguardo di questi personaggi entrerà in collisione, sarà in quel preciso instante che le loro anime che si sono già scelte si uniranno, senza via di scampo.
"È il sole in mezzo a quella stanza, la donna più bella che io abbia mai visto. Mi abbaglia, mi intrappola ed è la fine. La fine del mio martirio e il principio di un nuovo inizio. Tremo. Ho i brividi."
Ma troppa è la distanza tra loro, per quanto Colin la ami non riesce a sopportare che lei viva quell'inferno con lui.
<<Sai di buono e non sai cosa darei per toccarti. Mi dispiace che tu debba sopportare tutto questo. Guardati intorno, Tate, non c'entri nulla con queste persone; dovresti essere a casa, nei tuoi spazi, tra i tuoi affetti e non nella sala di un penitenziario...>>
Il problema è che non riesce a farne a meno.
"E accade che la sua lingua finalmente tocca la mia. Succede qualcosa di magico tra di noi, un'esplosione di luci e colori, suoni e odori nuovi ci circondano..."
Ma chi è davvero Colin?
Come può un uomo con il suo animo e il suo cuore, essere colpevole del crimine commesso?
Non posso e non voglio dirvelo, dovrete leggerlo per scoprirlo.
Una cosa la voglio dire, grazie a Tate lui finalmente ha un nome.
Lui c'è.
Lui esiste.
Lui è vivo.
Lui ha un cuore che scalcia nel petto.
Lui è Colin Baker.
E lui non vede l'ora di farsi conoscere da voi.
<< Non piangere, angelo. Non voglio vederti triste perché se tu lo sei, il mio mondo va in pezzi.>>
Il primo libro che leggo delle autrici Teresa Dg e Lorena Nigro e sono rimasta stupita.
Un libro scritto a 4 mani che ti cattura sin dalla prima pagina.
Il loro modo di scrivere si amalgama alla perfezione.
Si entra subito in empatia con tutti i personaggi e non solo con quelli principali ma soprattutto con Jonas "il mio adorato pipistrello" e avrei voluto leggere di lui.
Una scrittura fluida, scorrevole, accattivante, passionale, con quel tocco di mistero che ti tiene con il fiato sospeso fino alla fine.
Un libro dove il dolore, la perdita, la rassegnazione, i tradimenti, le bugie, i colpi di scena fanno da cornice a quest'amore puro, dolce e passionale.
Complimenti a Lorena e Teresa.
Ringrazio le autrici per la copia ARC
Siete curiosi di vedere la video recensione sul nostro canale You Tube?
❤️❤️❤️❤️❤️
5 cuoricini
Recensione a cura di Anna Gigliotti
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