Recensione "Love and Justice"

 Love and Justice

Autrice: JD Hurt 

Genere: Storico/Guerra




Ci sono romanzi che raccontano una storia e poi ci sono romanzi che riescono a farti sentire il peso della Storia sulla pelle. Love and Justice di JD Hurt appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Leggere questo libro significa entrare in un dopoguerra tutt’altro che pacificato, dove le macerie non sono soltanto quelle lasciate dagli edifici distrutti, ma anche quelle che la guerra ha scavato dentro le persone. Norimberga diventa così molto più di uno sfondo: è una ferita aperta, un luogo in cui il mondo prova a dare un nome alle atrocità appena commesse e a stabilire dove finisca la giustizia e dove inizi, invece, la vendetta.

Ed è proprio in questo scenario che prendono vita Lisenka e Dmitri, due personaggi impossibili da dimenticare.

Sono anime compromesse, segnate, contraddittorie. Due sopravvissuti che portano addosso colpe, segreti e cicatrici e che, nonostante tutto, si ritrovano inevitabilmente attratti l'uno dall'altra. Il loro rapporto non è semplice, non è rassicurante e soprattutto non è una storia d'amore convenzionale. È fatto di diffidenza, tensione, rabbia, desiderio e una continua lotta di potere. Più cercano di proteggersi, più finiscono per esporsi; più tentano di tenere l'altro a distanza, più diventano incapaci di ignorarlo.

E forse è proprio questa la loro forza: non sono eroi perfetti. Sono persone sopravvissute all'orrore e costrette a convivere con ciò che la guerra ha lasciato dentro di loro.

Ma ciò che mi ha colpita maggiormente è il modo in cui JD Hurt riesce a intrecciare la vicenda personale dei protagonisti con avvenimenti storici realmente accaduti. La Storia non è un semplice contorno alla narrazione: entra nelle pagine, le attraversa e finisce per travolgere i personaggi. Il processo di Norimberga, le tensioni tra le potenze vincitrici, gli intrighi politici e il difficile passaggio dalla guerra alla pace acquistano una concretezza impressionante.

E qui devo fare i miei complimenti all'autrice per l'incredibile lavoro di ricerca che si percepisce dietro ogni pagina. Ci sono momenti in cui ho avuto davvero la sensazione di trovarmi davanti a qualcosa di terribilmente reale. Alcuni episodi fanno accapponare la pelle proprio perché sappiamo che, dietro quella narrazione, esistono fatti, persone e tragedie che appartengono alla nostra Storia.

Love and Justice mi ha fatto riflettere soprattutto su una domanda: cosa significa davvero ottenere giustizia dopo aver conosciuto l'orrore?

Perché giudicare chi ha commesso il male può sembrare semplice. Molto più difficile è scegliere cosa fare dopo. Come si ricostruisce un mondo quando chi è sopravvissuto porta dentro di sé odio, dolore e desiderio di vendetta? E quanto è sottile il confine tra cercare giustizia e diventare esattamente ciò che si è combattuto?

È questo, secondo me, il cuore più potente del romanzo.

JD Hurt non racconta una pace fatta di dimenticanza. Racconta una pace molto più difficile: quella che nasce dal riconoscimento del male e dalla scelta consapevole di non continuarlo.

E mentre la Storia cerca di processare i suoi mostri, Lisenka e Dmitri combattono una guerra tutta loro, fatta di sentimenti che non dovrebbero esistere, segreti che non possono essere rivelati e ferite che forse non potranno mai guarire completamente.

Ho amato il modo in cui questo romanzo riesce a essere contemporaneamente storico, intenso, oscuro e profondamente umano. Mi ha coinvolta, mi ha messa a disagio in alcuni momenti e, soprattutto, mi ha lasciato addosso pensieri che hanno continuato a tornare anche dopo aver chiuso il libro.

Come per il volume precedente, faccio i miei più sinceri complimenti a JD Hurt. Dietro questa storia si percepisce un lavoro enorme, meticoloso e appassionato, capace di trasformare la ricerca storica in qualcosa di vivo.

Love and Justice non è soltanto la storia di Lisenka e Dmitri.

È una storia di sopravvivenza, colpa, giustizia, perdono e seconde possibilità. Una storia in cui due vite si scontrano con una Storia infinitamente più grande di loro.

E forse è proprio questo che mi ha colpita di più: alla fine, alcune guerre non finiscono quando tacciono le armi. Continuano dentro le persone, finché qualcuno non trova la forza di scegliere cosa farne.


Ringrazio l'autrice per la fiducia e l'invio della copia in anteprima 

❤️❤️❤️❤️❤️

5 cuoricini 

Recensione a cura di Giusy Luca 

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